
Con il patrocinio del Municipio Roma X e con la collaborazione di
Filippo Cannizzo Ambassador Beauty&Gentletude e coordinatore ResiliArt Italy: Bellezza di Unesco

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Filippo Cannizzo Ambassador Beauty&Gentletude e coordinatore ResiliArt Italy: Bellezza di Unesco

Guiccini canta di un eroe radicato nell'”isola petrosa” e dedito al pascolo e all’agricoltura, un quadro realistico delle società mediterranee dell’Età del Bronzo e dell’Età del Ferro. Il suo eroe è spinto verso il mare dagli dei – presenza così profondamente percepita in antichità da rappresentare quasi una ipernatura più che mero spirito – e dagli intricati destini omerici, come anche dalla curiosità che sempre fuoriesce osservando all’orizzonte altre isole e terre. Questa curiosità così umana è espressa da Odisseo, ottimo archetipo di tutti noi. La spinta al mare è sentita fortemente dalle comunità antiche, anche a fronte degli enormi pericoli per chi si inoltrava tra onde e arcipelaghi su “navi di forma ardita”.
Il Mediterraneo è un mare di incontro, è la grande piazza in cui confluiscono fiumi europei, africani ed asiatici. Ognuna di quelle foci ha raccolto acque che hanno segnato tutto il bacino di quei fiumi modellando valli e caratterizzando ecosistemi; ognuna di quelle foci ha raccolto sentieri percorsi da persone di ogni epoca, comunità con le loro culture e lingue. L’archetipo Odisseo assume in sé le abitudini, i costumi, gli artigianati, i sogni e gli aneliti di chi ha vissuto queste terre ed è giunto all’oscillante limitare delle spiagge osservando dritto e lontano, mentre il sole nel suo ciclo regala all’acqua tutti i colori del mondo. Un contesto ambientale che ha segnato i pensieri di centinaia di generazioni, sollecitando gli antichi sentimenti religiosi ed i miti, che pervadono ogni centimetro dei nostri territori. Qui sul delta, al centro delle rive del Latium vetus, nominiamo Enea o Saturno come Vertumno o Tiberino.
Scrivendo dalla cuspide deltizia che il Tevere ha costruito aggettante nel nostro Mediterraneo, sono convinto che dovremmo recuperare le esigenze che per millenni hanno spinto al contatto ed all’unione tra le coste e tra le loro popolazioni. Le pulsioni di un tempo con i sogni e gli strumenti di oggi, perché questo mare comune possa nuovamente essere un motore di vita e cultura.
Per questo, da qui, dalla punta del millenario Tevere immagino possibili azioni culturali, aperte al coinvolgimento di altre genti, associazioni, università, enti,…
Posizionati anche tu, come fossi Odisseo, con le spalle alla petrosa terra e osserva l’orizzonte azzurro o color del vino, ora, nell’indefinito della luce dell’alba o del tramonto, immagina un festival in cui si parli di archeologia e di ecosistemi, di storie e di persone, di viaggi e di migrazioni. Un festival mediterraneo che sia precursore di nuovi modi di pensare le nostre società, che stimoli un vivere più colorato, fruttuoso e pacifico.
A cura di Tiberio Bellotti

Questo stimolo ad un nuovo futuro, basato sull’intercultura e l’incontro, nasce dal lavoro che continuamente facciamo per il Museo Digitale Diffuso del delta del Tevere ed anche grazie alle suggestioni della canzone Odysseus di Francesco Guccini.
