UN FESTIVAL CAMBIA IL TERRITORIO

Una persona sale su un palco ed una sala si riempie, una musica inizia e una piazza si riempie, in una strada si crea un codazzo, in un bar l’aperitivo va a ruba, dei giovani fanno un crocchio, la città respira aria nuova.

Forse ci prenderete per ingenui se riteniamo questo un cambiamento sostanziale di un territorio, un Festival non da un tetto a chi non lo ha, non tappa una buca in strada, non mette una lim in una scuola, non costruisce un parco giochi. Tutto vero, tutto giusto e tutto importantissimo. MA…

Ma proviamo un attimo a pensare cosa è un Festival: è l’occasione in cui si intrecciano molteplici linguaggi culturali per esprimere punti di vista e aprire dialoghi, è il momento in cui personaggi importanti e famosi nei loro settori accorrono per proporre i propri studi o opere artistiche, è il momento in cui la popolazione si incontra, vive e sta meglio. Questo flusso è energia nuova che scorre tra le strade di una città! È l’occasione che rompe un ritmo asfissiante, che altera i meccanismi tossici di un centro urbano, è quel disequilibrio che conduce al passo successivo e quindi apre un nuovo orizzonte ai nostri occhi atrofizzati.

Creare un Festival significa ravvivare un lievito che dia il là alla cittadinanza per rinnovarsi! Anzi, è lo stimolo che può farci dire: “allora non siamo periferia, allora non facciamo così schifo!”

“ALLORA NON SIAMO MORTI!”

Un Festival non darà il tetto a un senzatetto, non porterà una lim in una scuola, non tapperà una buca in strada, non costruirà un parco giochi, ma farà girare più idee, valori e grinta per trovare fondi e soluzioni anche ai problemi primari della nostra quotidianità!

Noi abbiamo questo obiettivo, noi abbiamo l’ambizione di arrivare a tanto, noi vogliamo valorizzare il nostro territorio attraverso lo strumento più potente di tutti, la cultura… ANZI, LE CULTURE!

Siamo pronti a portare il disequilibrio che ci spingerà a fare il primo passo! #StorieDiGenti #festival