Quartieri vecchi e nuovi

Ad inizio luglio l’amministrazione romana ha ridefinito i quartieri ed i rioni, tutti abbiamo letto del cambiamento di qualche area o il mutamento di qualche denominazione ed anche il nostro territorio non ne è stato esente. Ma una volta?

Beh, già l’antica Ostia aveva delle suddivisioni interne ma oggi non vogliamo trattare dell’area urbana, piuttosto di quella suburbana. Sì perché anche in antichità esistevano le periferie. La vita urbana di Ostia si svolgeva prevalentemente all’interno del circuito murario e sulla direttrice che la collegava con i porti imperiali, tuttavia anche il territorio a sud delle mura aveva un suo utilizzo, una sua antropizzazione.

Fuori Porta Laurentina e Porta Marina; cosa sappiamo del suburbio ostiense? Non è una landa desolata, non è solo bosco o spiaggia. In un primo momento, durante il primo secolo dopo Cristo, prevale l’utilizzo agricolo. La striscia di terra compresa tra le mura, il mare, la laguna e il suo canale – oggi trasformato nel canale dei Pescatori – non è molto ampia e ha un terreno in parte limoso e in parte sabbioso, non certo adatto a grandi appezzamenti agricoli. Varrone ci racconta, infatti, che qui venivano prodotti alimenti per ricchi, si allevavano cinghiali, gru, ghiri e tanto altro. Si ricercava la qualità e non la quantità. Si forniva il mercato dei ricchi ostiensi e romani, non quello della quotidianità.

Dal secolo successivo qualcosa cambia: in parte si iniziano a costruire i porti imperiali e a Ostia giungono merci di qualsiasi genere, merci che fanno concorrenza a quelle locali; in parte le generazioni si moltiplicano e le necropoli si espandono invadendo tanto la direttrice della via Ostiense tanto il lato di Porta Laurentina. Né la produzione agro-pastorale né la pesca terminano ma il mutamento del contesto e l’afflusso sempre maggiore di ricchezze fanno sì che parte delle ville rustiche lascino spazio a edifici per ricchi. Il litorale del suburbio diviene area di otium, si trasforma in luogo di piacere e bellezza. Tra primo e terzo secolo dopo Cristo prendono forma cortili e porticati, terme, mosaici, giardini ed affacci panoramici sul mare. Ma se avessimo iniziato a camminare su una di quelle strade che porta dalle villae patritiae al centro città, avremmo presto incontrato file di tombe. A volte dei colombari, cioè strutture piene di nicchie con urne cinerarie, a volte delle tombe famigliari costruite come piccole case riccamente decorate.

I quartieri cambiano con il tempo e con la burocrazia, gli strati si sovrappongono e diventano porte su storie da scoprire e ascoltare.

A cura di Tiberio Bellotti