Quanto vale un progetto?

Questo è un progetto che vuole valorizzare il territorio del delta del Tevere, quel territorio tanto vituperato dalla comunicazione, che ingigantisce problemi tremendi ma solo in parte reali.

Quale è il costo che stiamo sopportando a causa di tutto ciò? Il costo delle prenotazioni perse negli alberghi, dei tavoli rimasti vuoti ai ristoranti, degli eventi solo parzialmente pieni perché “non fido di andare a Ostia”… o Acilia, Ostia antica, ecc. Quale è il costo educativo di tutte quelle cattedre che rimangono vuote, perché i vincenti del concorso preferiscono la periferia di Roma pur di non venire qui da noi? Quale è il costo civico di tutti quei cittadini che si lasciano convincere del disastro e trattano la propria città come se fosse una discarica senza speranza?

Questo è un progetto che si basa sulla preparazione, sulla affidabilità accademica e scientifica. Quale è il costo del lavoro di un professore universitario, di un ricercatore o di un docente delle superiori? E queste forze sono tutte del nostro territorio, fatto pressoché rivoluzionario. Si consideri come i nostri beni culturali siano costantemente oggetto di studio di università olandesi, tedesche o inglesi. Quanto è il valore di quelle pubblicazioni e di quei convegni che mezza Europa fa grazie a ciò che hanno costruito i nostri antenati?

Il nostro è un progetto che condensa il lavoro accademico in un prodotto che arriva a tutti, uno strumento che può sostenere il tour di chiunque. Quale è il valore dei professionisti che hanno analizzato i percorsi e tutte le necessità dei potenziali utenti? Quale è il costo di tutte le rinunce dei turisti che non hanno saputo o potuto trovare un giusto percorso?

Il Museo è un progetto digitale, perché questo è lo strumento più versatile e utile a raggiungere la maggior quantità possibile di utenti. Se decidessi di stampare una guida, potrei fornire un numero contenuto di copie; cento, duecento, mille? Quanto è l’impatto di mille turisti nell’indotto? Solo mille in più e poi basta! Il digitale può essere visualizzato potenzialmente all’infinito. Ma comunque rimaniamo su numeri minimi, restiamo su quei mille! Potrebbe essere visualizzato da mille persone quest’anno e poi anche il prossimo, quello dopo e il successivo. Senza limiti e senza nuovi costi. Che spesa comporterebbe ristampare ogni anno la guida?

E chiediamoci anche un’altra cosa. Quanta carta serve? Quanta materia prima, quanto carburante per la spedizione? In breve, quanti inquinanti e, soprattutto, quanta emissione di gas CO² equivalenti ci sono con la stampa cartacea? Bene, servono circa centoquarantamila visualizzazioni per equiparare le emissioni dovute alle sole mille copie, e ciò a fronte di che impatto turistico? L’impatto ambientale non è solo una istanza etica, è un fatto economico e, per quanto minimale, anche la stampa di una guida ricopre una quota parte dei costi derivanti dai danni del riscaldamento climatico.

La valutazione di un progetto deve essere complessiva, deve tenere conto del prodotto, della sua lavorazione, dei tempi tecnici e burocratici ed anche delle sue conseguenze.

Nella logica dei diritti della persona il risultato atteso è sempre il miglioramento della condizione, il miglioramento di una società. Tutto deve essere funzionale a questo obiettivo, il lavoro dei privati, il lavoro delle istituzioni e la presenza stessa delle regole e delle leggi. Che ognuno, nel suo piccolo, operi per il bene comune!

A cura di Tiberio Bellotti