UNITI IN UN UNICO COLORE.

Hanno abbandonato i carretti che quotidianamente trascinano per le strade.

Hanno sottratto ore al lavoro, precario, rinunciando a parte del guadagno della giornata.

Hanno preso il cartellone, hanno innalzato una bandiera, hanno intonato canti.

Li ho visti piangere. 

Hanno sfilato con noi, hanno manifestato con noi. Per loro.

E ci hanno dimostrato che quando si manifesta per un diritto non c’è più un loro. C’è un NOI.

Una manifestazione che ha attraversato le strade, raccogliendo persone in un unico colore.

Ho manifestato accanto all’egiziano, all’ambulante del Bangladesh, a donne velate, a vecchi sessantottini, a giovani attivisti, a insegnanti, rappresentanti delle istituzioni, famiglie.

Una tifoseria quasi calcistica ci ha sorretto dai balconi.

E a guidarci c’erano loro: ragazzi e bambini alla testa della manifestazione che sorreggevano il nostro messaggio. Un simbolo. Speriamo, una certezza. “I bambini in Palestina vogliono il loro futuro”, urla al microfono una bambina. Un monito da una piccola per i grandi della terra.

Questa è la città che mi piace vedere: unita, multietnica, attiva, coraggiosa, che si tiene per mano e collabora.

Impariamo a dire a chi vuole etichettare Ostia solo con mafia e degrado: “Noi siamo quelli che sono scesi in piazza. Uniti”.

Vanessa Conti

AdHoc.

disordineperfetto.blogspot.com